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06 giugno 2019

Agriturismo in Lombardia, Confesercenti contraria al nuovo Progetto di Legge

regione

Rebecchi: <<così gli agriturismo diventano imprese della ristorazione>>.

<<Spiace constatare che la pezza messa al dannoso progetto di legge regionale sugli agriturismi non risolva affatto il problema, anzi. Ci auguriamo che la Regione faccia un passo indietro>>, è questo il commento del Presidente di Confesercenti Lombardia Gianni Rebecchi in relazione al progetto di legge attualmente in discussione in Commissione Agricoltura su proposta dell’Assessore Fabio Rolfi, che amplierebbe ulteriormente l’attività di ristorazione degli agriturismi lombardi. 

<<Abbiamo espresso le forti criticità di questo progetto di legge durante l’audizione di Confesercenti in Commissione a metà maggio – spiega Rebecchi – Il testo prevedeva inizialmente di aumentare il limite massimo dei pasti serviti da un agriturismo da 160 a 300 e il limite di ospiti (sempre giornaliero) da 60 a 120. Dopo le nostre osservazioni, vari emendamenti dovrebbero garantire il ritorno ai limiti originari>>.

Pericolo scampato, quindi? Niente affatto. <<C’è un dettaglio non di poco conto che peggiorerebbe comunque la situazione rispetto a quella attuale», spiega Rebecchi- <<L’emendamento presentato dal relatore Malanchini disporrebbe infatti che i pasti non serviti rispetto ai limiti disposti dal “Certificato di Connessione” di cui deve disporre ciascun Agriturismo, possano essere “recuperati” non più entro la stessa settimana, ma addirittura entro l’anno>>.

<<Questo significa rendere quasi impossibile la verifica da parte delle autorità permettendo così un aumento esponenziale dell’attività di ristorazione delle aziende agricole con annesso agriturismo, snaturando di fatto ciò che oggi le caratterizza. Anche una piccola struttura potrebbe, infatti, ospitare matrimoni e altre grandi feste, giustificando il fatto con il recupero dei pasti non serviti nel corso dell’anno, difficilmente valutabili attraverso gli sporadici sopralluoghi che sono in grado di eseguire gli enti preposti>>.

<<Così tutte le vere imprese del settore saranno fortemente danneggiate - conclude Rebecchi - Ristoranti e hotel lombardi sarebbero fortemente penalizzati rispetto a questa forma di concorrenza non equilibrata. Ricordiamo, infatti, che l’attività principale degli agriturismi dovrebbe essere, appunto, l’attività agricola e non la ristorazione. Questo non è valorizzare il settore agricolo. Ci auguriamo che Regione Lombardia faccia un passo indietro>>.

 

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