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17 gennaio 2019

ATTIVITA’ STORICHE E DI TRADIZIONE, BOTTEGHE STORICHE DI LOMBARDIA-CONFESERCENTI IN AUDIZIONE AL CONSIGLIO REGIONALE

BSDL

Una buona base di partenza che confidiamo possa divenire ancora più concreta per tutelare i negozi storici della Regione.

<<Una buona base di partenza che confidiamo possa essere ulteriormente migliorata per varare una Legge in grado di valorizzare e tutelare in modo più concreto le storiche attività del commercio, dell’artigianato e della somministrazione della Lombardia>>. Così Luigi Ragno –  Presidente dell’Associazione Botteghe Storiche di Lombardia – a conclusione del suo intervento nell’audizione convocata in Consiglio regionale sul Progetto di Legge n. 46, recante norme per la valorizzazione delle Attività storiche e di tradizione.

Una legge su cui proprio Confesercenti ha insistito con vigore, sollecitando la giunta regionale già dalla scorsa legislatura, anche attraverso l’istituzione dell’Associazione Botteghe Storiche di Lombardia, fondata in concomitanza alla vicenda che ha portato al “salvataggio” della celeberrima Ditta Guenzati di Milano  - dal 1768 – anche grazie all’interessamento della Commissione Attività Produttive che ha oggi convocato l’audizione.

<<Il testo di legge elaborato dall’Assessore Mattinzoli già accoglie molte delle nostre richieste>> spiega il Segretario di Botteghe Storiche di Lombardia, Claudio Cremonesi. <<Con spirito di collaborazione, abbiamo però proposto dei suggerimenti che confidiamo possano essere accolti per migliorare ulteriormente il provvedimento, nell’ottica di fornire tutele immediate e certe per i negozi storici della Lombardia>>.

Queste le Priorità evidenziate dall’Associazione ai componenti della Commissione Attività produttive, guidata dal Presidente Gianmarco Senna, peraltro relatore del provvedimento:

  1. Dare maggiore pregnanza al generico riferimento attualmente contenuto nel PDL sulla possibilità di sgravi per le imposte regionali gravanti sulle attività storiche, quantomeno stabilendo automatici tagli dell’IRAP compatibilmente alle disponibilità di bilancio, in modo da garantire un immediato e tangibile beneficio al riconoscimento della storicità delle insegne di tradizione;
  2. Subordinare la concessione di risorse regionali per il sostegno al commercio locale alla concessione, da parte dei Comuni di riferimento, di sgravi sulle imposte di propria competenza per le attività storiche (tassa rifiuti, IMU, occupazione suolo pubblico, pubblicità, TASI).
  3. Per evitare lo sfratto delle attività storiche anche dagli immobili privati, quantomeno prevedere protocolli di collaborazione con le competenti sovrintendenze dei beni culturali;
  4. Per garantire un adeguato finanziamento dei negozi storici, innalzare quantomeno a € 3.000.000 le risorse stanziate per il loro sostegno nel triennio, concordando con le Associazioni misure in grado di valorizzare in modo sistemico le botteghe storiche;
  5. Specificare meglio i vincoli attualmente proposti per la restituzione dei contributi eventualmente concessi in caso di trasformazione/cessazione delle attività.

 

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