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14 giugno 2019

No di Confesercenti alla nuova legge regionale sull'agriturismo

agriturismo

Il provvedimento è stato approvato in Consiglio Regionale, ma Confesercenti è fortemente critica: <<Così gli agriturismi diventano vere e proprie strutture ricettive>>.

È fortemente critico il parere di Confesercenti Lombardia sui contenuti del nuovo Testo Unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale, appena approvato dal Consiglio regionale della Lombardia. 

In particolare, l’associazione avanza le proprie riserve su alcuni passaggi della norma, che interessano i circa 1700 agriturismi lombardi, relativi al numero di pasti massimi somministrati al giorno (160)  e al numero di posti letto (100) che possono essere messi a disposizione degli ospiti. Prerogative che, di fatto, snaturano la vocazione originaria delle piccole aziende agricole, equiparandole a delle vere e proprie strutture ricettive di medie o anche grandi dimensioni.

<<Esprimiamo valutazioni critiche sulla nuova legge che disciplina gli agriturismi per alcune motivazioni fondamentali>>, spiega Gianni Rebecchi, Presidente di Confesercenti Lombardia.

<<Già in sede di audizione all’ottava commissione avevamo portato le nostre perplessità su un progetto che, dal nostro punto di vista, introduce squilibri molto rilevanti, a danno delle imprese del commercio alimentare, della ristorazione e della ricettività. Non contestiamo esistenza e operatività degli agriturismi, anzi li consideriamo parte integrante, ormai, di un sistema di attrattività turistica. Ma c’è un’evidente perdita della natura agricola e l’acquisizione, invece, di un ruolo sempre più marcato simile a un ristorante o un albergo>>.

Rebecchi entra anche nello specifico delle norme: <<Mettere un limite di 160 pasti giornalieri, con meccanismo di calcolo su base annua, che consente di cumularli anche se non somministrati nei giorni riportati nel certificato di connessione, significa un passo avanti rispetto alla proposta iniziale di 300, ma vuol dire comunque snaturare il carattere di azienda agricola di queste strutture, che propongono un’offerta di entità più che doppia rispetto a un medio ristorante>>.

<<Così come fissare un tetto di 100 posti letto in un agriturismo equivale a trasformarlo in una struttura ricettiva a tutti gli effetti. Come verranno, poi, effettuati i controlli? Gli aspetti sanzionatori sono a dir poco risibili: si parla di 50 euro per ogni pasto in più di chi non rispetta il limite annuo e di 50 per ogni ospite in più a giorno. Si consente anche la somministrazione di alimenti e bevande al di fuori delle strutture aziendali per un massimo di venti giorni all’anno, in pratica un vero e proprio catering>>.

<<Non è accettabile - conclude Rebecchi - che si incrementi uno svantaggio competitivo tra forme di ricettività imprenditoriale e attività dei piccoli esercizi, con tutte le note difficoltà che questi ultimi devono quotidianamente affrontare>>.

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