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13 giugno 2018

Patto per lo sviluppo Regione Lombardia: Tavolo di Segreteria 13.06.2018

palazzo lombardia

Prosegue l’attività di Confesercenti per sensibilizzare la Regione sulle necessità del commercio, del turismo e delle micro imprese lombarde.

 

Si è riunito oggi, per la prima volta dopo l’insediamento del nuovo governo regionale, il Tavolo di Segreteria del Patto per lo Sviluppo di Regione Lombardia, consesso dove i dirigenti di Palazzo Lombardia si confrontano con i loro omologhi delle Parti sociali, come Confesercenti.

 

Un incontro tecnico-operativo, che ha seguito l’appuntamento più politico e d’indirizzo degli “Stati Generali” del Patto dello Sviluppo, dove il mondo delle imprese e delle pubbliche amministrazioni lombarde si è confrontato su vari temi, tra i quali il Piano Regionale di Sviluppo (PRS), il Programma Strategico per la Semplificazione e la Trasformazione digitale, i Piani di Rafforzamento Amministrativo (PRA) e la Strategia Macroregionale Alpina.

 

Confesercenti-Lombardia ha partecipato all’incontro con Claudio Cremonesi (Responsabile legislazione e rapporti regionali) che ha illustrato a Pier Attilio Superti (Segretario Generale Vicario della Presidenza di Regione Lombardia) e agli altri funzionari regionali presenti, le osservazioni al PRS già depositate per conto del Presidente Gianni Rebecchi e del Direttore Alessio Merigo, richiamando le priorità di CONFESERCENTIxLOMBARDIA18:

-       tutelare il commercio urbano

-       agganciare la locomotiva turismo

-       rilanciare la micro-impresa.

 

Cremonesi è dunque intervenuto sulle 5 tematiche trasversali delineate nel PRS: regionalismo differenziato, semplificazione/innovazione/digitalizzazione, sostenibilità, tutela della fragilità e sicurezza, nonché su altre più specifiche tematiche di settore.

 

LE PRINCIPALI OSSERVAZIONI AL PRS PRESENTATE DA CONFESERCENTI :

 

Regionalismo differenziato. Regione Lombardia ha avviato il percorso per la richiesta di maggiore autonomia; un iter lungo il quale sarà fondamentale mantenere prioritari i principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza e garantire che le nuove competenze regionali costituiscano un’opportunità per il sistema economico lombardo, evitando di incorrere in anacronistici particolarismi.

 

Semplificazione, innovazione e trasformazione digitale. In questo campo, le Associazioni di categoria - e più in generale i Corpi intermedi - possono giocare un ruolo strategico nel coadiuvare la struttura pubblica, come già accade positivamente nei Caf e nei Patronati. E’, inoltre, necessario che l’intero tessuto produttivo della nostra regione sia pienamente coinvolto nell’indispensabile processo di digitalizzazione in corso, in particolare per quanto riguarda le micro imprese, che ne rappresentano la parte preponderante. Nel promuovere l’innovazione digitale le politiche pubbliche dovrebbero, essenzialmente, fungere da volano per l’iniziativa dei soggetti privati.

 

Sostenibilità. Non è solo ambientale, ma deve essere considerata nel suo senso più ampio come tutto ciò che modifica il contesto in cui l’uomo vive. Rientrano, quindi, in quest’ambito il rischio di desertificazione dei centri storici e il fenomeno delle locazioni turistiche, in grado di erodere le forme tradizionali di impresa e rendere le nostre città meno attrattive e vivibili.

 

Sicurezza. Un tema particolarmente sentito quello della sicurezza nei nostri centri urbani, per il quale i negozi di vicinato possono svolgere un ruolo determinante, essendo un presidio insostituibile del territorio. Confesercenti propone di rifinanziare i bandi per gli investimenti in sicurezza delle attività commerciali, coinvolgendo anche i pubblici esercizi e le strutture alberghiere.

 

Tutela del commercio di vicinato. Nonostante la crisi economica, negli ultimi dieci anni le grandi superfici di vendita in Lombardia sono aumentate del 20%. Occorrono misure per invertire la tendenza. Innanzitutto, è necessario prevedere una moratoria alla costruzione (su tutto il territorio lombardo) di nuove grandi e medie superfici di vendita extra-urbane, quantomeno in attesa di approvare una nuova legge regionale in materia che preveda più efficaci misure di compensazione per il commercio di vicinato, regole chiare per l’ampliamento delle grandi superfici di vendita destinate al commercio alimentare, oneri nel caso di dismissione per poter garantire il recupero dei “centri commerciali abbandonati”, nonché una prassi di confronto tra Comuni limitrofi sulle nuove aperture di grandi e medie superfici di vendita.

Inoltre, è necessario stanziare risorse per il rilancio dei distretti commerciali urbani e diffusi.

 

Concorrenza sleale e abusivismo. Confesercenti propone di adottare misure specifiche per contrastare una piaga sempre più diffusa in tutti i settori del commercio e del turismo. In particolare, è necessario rendere il sistema di controllo più efficiente ed integrato. Per questo si propone di istituire un apposito osservatorio che valuti gli standard dei controlli sui territori e proponga interventi anche a livello normativo.

 

Botteghe Storiche. Non solo start up. Anche le insegne tradizionali hanno bisogno di supporto, per garantire le identità dei nostri territori. Confesercenti Lombardia, che a questo scopo ha fondato l’Associazione Botteghe Storiche di Lombardia, propone una nuova legge regionale che disponga l’istituzione di un fondo per sostenere i costi di gestione e investimento delle botteghe storiche, l’azzeramento dell’IRAP e la tutela delle tipicità commerciali nelle aree di pregio.

 

Turismo. E’ il settore economico che presenta la miglior performance e – si prevede – quello che crescerà maggiormente nei prossimi anni. Va, quindi, sostenuto adeguatamente anche facendo accedere le imprese del turismo ai fondi europei previsti dalla strategia S3, un’importante occasione per il sostegno all’innovazione.

E’, poi, indispensabile promuovere iniziative per il recepimento e la divulgazione della nuova normativa sui pacchetti turistici che prevede maggiori tutele per il consumatore.

Confesercenti Lombardia ha promosso l’adozione del Codice Identificativo delle Case Vacanze per contrastare l’abusivismo nel comparto ricettivo; una misura utile, che ora la Regione deve continuare a difendere.

Infine, si chiede di vietare ai Comuni non turistici di introdurre la tassa di soggiorno; questa azione potrebbe danneggiare i pochi operatori presenti sul territorio.

 

Accesso al credito. E’ necessario consolidare il sistema di garanzie, anche attraverso l’istituzione su base regionale di una sezione speciale del Fondo centrale di garanzia riservata alle micro-imprese che si avvalgono dell’assistenza dei Confidi.

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